Incontro con i Sindaci dei Comuni associati

Perché la ricerca scientifica e tecnologica possa incorporare un orientamento strutturale al problem solving debbono essere rimosse tutte le paratie che troppo spesso nel passato hanno allontanato i “non addetti ai lavori” dalle sedi preposte alla formulazione, gestione e valutazione delle politiche della ricerca e dell’innovazione” (Programma Operativo Nazionale FSE-FESR 2014-2020 Ricerca e Innovazione, dal paragrafo: “La fiducia nelle istituzioni”, pagina 44.)

Operazione Partecipazione – Cittadini come Partner del progetto pilota per la creazione, messa a regime e sviluppo della RETE e delle Comunità di Pratica di prossimità per la ricerca e innovazione.

L’incontro del 3 maggio 2018, presso l’Arti (Arti – Agenzia regionale per le tecnologie e l’innovazione  della Regione Puglia.), con i Sindaci e i rappresentanti dei Comuni associati (e dei Comuni in corso di adesione alla Convenzione, ex art. 30 TUEL) è stato un importante momento di un percorso comune per la creazione della RETE e delle Comunità di Pratica di prossimità in Puglia.

Ogni pratica esperita a livello locale e regionale rappresenta un importante contributo di orientamento per l’intera intrapresa comunitaria tesa a perseguire una “causa comune” da condividere ai vari livelli (da quello locale e regionale a quello nazionale ed europeo). La RETE, da realizzare come ‘bene comune’, è un ‘mezzo’ per facilitare e favorire un processo di ‘partecipazione attiva dei cittadini’ inclusivo e concludente.

Il progetto pilota della RETE si prefigura come un portafoglio di progetti dove ogni singolo progetto deve essere sviluppato adottando e applicando metodi mutuati dall’ambiente tecnico-operativo della progettazione partecipata. Inoltre, l’adozione del metodo del progetto pilota implica, tra l’altro, un processo di tesaurizzazione diffuso delle buone pratiche esperite affinché i miglioramenti e le innovazioni introdotti nella vita della relativa realtà locale mediante la realizzazione di un singolo progetto siano acquisiti dagli altri progetti promossi e sostenuti dalla costituenda RETE.

Il progetto pilota deve essere considerato – quindi – come l’attivatore in uno specifico luogo di un possibile nuovo processo per condividere e praticare forme e contenuti (desiderati in quel luogo) di ‘partecipazione attiva’ (con un più efficace approccio, sistemico e sistematico, alla “scala della partecipazione”).

L’Operazione Partecipazione ha una sua caratteristica innovativa proprio nell’applicazione dei metodi della progettazione partecipata lungo l’intero ciclo di vita. Si tratta di un’intrapresa complessa che, come idea-progetto, non annuncia “soluzioni preconfezionale” ma propone un suo possibile sviluppo in un ambiente metodologico condiviso, fornendo una sfida/opportunità a tutte le parti interessate nel partecipare attivamente allo sviluppo del progetto stesso, e, lungo l’intero suo ciclo di vita.

L’Operazione Partecipazione – Cittadini come Partner rappresenta il mezzo per creare una rete e delle comunità (in tema di ricerca, innovazione e sviluppo del capitale umano) partecipate dai cittadini (“addetti ai lavori” e “non addetti ai lavori”) per promuoverne e supportarne l’impegno volontaristico in un processo di cooperazione di prossimità per la sperimentazione di pratiche di partecipazione all’inclusione e alla cittadinanza attiva. L’informazione è la prima “stazione di posta” di molteplici altre ‘stazioni’ nel cammino - da fare insieme con e tra i cittadini residenti di uno specifico territorio - per stimolarne, rafforzarne il civic engagment nei processi decisionali (inclusivi) per la formulazione, attuazione, comunicazione e valutazione delle politiche pubbliche - nazionali ed europee - in ricerca e innovazione. L’espressione “Cittadini come partner” è ripresa dal Manuale dell’OCSE sull’informazione, la consultazione e la partecipazione alla formulazione delle politiche pubbliche, 2002.

A livello nazionale le novità ad oggi sono rappresentate da:

  • l’invio di un DdLDocumento di Lavoro (dall’Adg del PONRI alle Adg di PON e POR rappresentate nel Comitato di Sorveglianza del PONRI, marzo 2018) per concertare un “percorso comune” tra Adg di PON e POR, e, i termini dell’Accordo di Cooperazione Interistituzione (Accordo), come regolamento generale, per un’azione congiunta (ai vari livelli) per promuovere e sostenere lo sviluppo, in progettazione partecipata, dell’Operazione Partecipazione, condividendo metodi e procedure comuni;
DdL - Documento di Lavoro - Verso l’Accordo di Cooperazione Interistituzionale per lo sviluppo, in progettazione partecipata, dell’Operazione Partecipazione – Cittadini come Partner del progetto pilota RETE e Comunità per la ricerca e innovazione. Si tratta di un DdL formulato in coerenza con le specifiche politiche di partecipazioni accennate nella strategia del PONRI, e, considerando opportunamente (in continuità/discontinuità) i ‘risultati’ delle iniziative esperite dalle Antenne PON, promosse nel precedente periodo di programmazione 2007-2013
L’Accordo ha per oggetto lo sviluppo, in progettazione partecipata, dell’Operazione Partecipazione – Cittadini come Partner del progetto pilota per la creazione e messa a regime della RETE e delle Comunità di Pratica di prossimità per la ricerca e innovazione, promossa e sostenuta dai vari livelli di governo (dal livello locale e regionale a quello nazionale) per sperimentare buone pratiche di partecipazione all’inclusione e alla cittadinanza attiva delle cittadine e dei cittadini, singoli e associati, residenti e nativi del Luogo, “addetti ai lavori” e “non addetti ai lavori”, delle comunità territoriali comunali (dei Comuni associati) alla politica pubblica in ricerca e innovazione nell’ambito della politica regionale dell’Unione, mediante la creazione, messa a regime e sviluppo della RETE di Nodi comunali-territoriali e relative Comunità di Pratica di prossimità sulla progettazione partecipata, come Punti di Informazione e Antenne regionali per la ricerca e innovazione e per lo sviluppo del capitale umano.
  • la designazione (aprile 2018) da parte dell’Adg del PONRI di un referente MIUR dell’Accordo, con il compito, tra altri, di facilitare e favorire il coordinamento delle attività dei gruppi di lavoro che si auto-organizzano, in particolare, per lo sviluppo del progetto relativo al Nodo locale, come istanza strumentale per facilitare e favorire la sperimentazione di buone pratiche di partecipazione all’inclusione e alla cittadinanza attiva;

L’Operazione Partecipazione si prefigge principalmente di ‘accrescere le risorse cognitive’ per la partecipazione attiva dei cittadini, singoli e associati, delle comunità territoriali comunali.

 Obiettivi proposti nel DdL per caratterizzare il progetto pilota:

  • Obiettivi generali:
  • - per rafforzare le relazioni con e tra istituzioni e cittadini, coinvolgendo cittadini, organizzazioni della società civile e imprese nei processi decisionali e nella definizione delle politiche nazionali e locali affinché essi possano contribuire con idee, conoscenze e abilità al bene comune e all’efficienza delle amministrazioni;
  • - per migliorare la capacità amministrativa nell’applicazione dei modelli dell’open government, in particolare, riguardo alla dimensione relativa alla “Partecipazione dei cittadini”;
  • - per rafforzare il civic engagement nel miglioramento della qualità delle politiche pubbliche in ricerca e innovazione;
  • - per rimuovere la/le causa/cause del fenomeno dell’erosione del capitale sociale, inteso come insieme di valori, struttura e relazioni di reciproca fiducia, in particolare presso le comunità territoriali comunali delle regioni del Mezzogiorno d’Italia.
  • Obiettivo specifico: per coinvolgere/impegnare (x % o x numero di popolazione residente e nativa del Luogo), in processi di cooperazione di prossimità - in modo stabile - all’interno degli obiettivi della politica pubblica in ricerca e innovazione, cittadine e cittadini, residenti e nativi del Luogo, singoli e associati, “addetti ai lavori” e “non addetti ai lavori”: ricercatori pubblici e privati; amministratori e dipendenti pubblici; innovatori;  imprenditori; cittadini singoli, in particolare giovani, comunità e associazioni.

Tra le principali caratteristiche del progetto pilota spiccano, quindi, da un lato, l’adozione del “metodo di progetto pilota”, e, l’applicazione dei metodi della progettazione partecipata, dall’altro, un approccio bottom up per assicurare la massima coerenza possibile con la realtà locale, mediante pratiche di ascolto-attivo, e lo sviluppo dei progetti dei Nodi comunali-territoriali e delle relative Comunità di Pratica di prossimità.

A livello regionale per la Puglia il percorso – ad oggi – esperito dai Comuni associati ha creato le preliminari condizioni per avviare già una pratica di ‘progettazione partecipata’ per lo sviluppo del progetto dei Nodi comunali-territoriali e delle relative Comunità di Pratica di prossimità.

Pertanto, nelle more della sottoscrizione dell’Accordo (PON-POR), sul piano operativo di breve periodo, a conferma del condiviso approccio bottom up, e, in ordine all’auto-allineamento in progress delle parti interessate all’iniziativa, si può procedere, su iniziativa dei Comuni associati, e, ovviamente, previa verifica con il livello regionale, a svolgere uno o più seminari – a livello locale – per lo sviluppo del progetto-modello di Nodo e della relativa Comunità di prossimità, e, dare operatività alle necessarie attività di networking tra i nodi comunali-territoriali (in pratica) in coerenza con il progetto-modello stesso.

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